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  Registrato al n. 11/2003 presso il Tribunale di Roma - Direttore editoriale e web publisher: Arturo CAMARDELLI 

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POLITICA

 

 I POLITICI A VITA A CASA PER SALVARE L'ITALIA

Di Pietro: Berlusconi e Frattini conigli-Come prevedibile, le scintille ieri in Aula non sono mancate. Durante le discussioni sulla crisi libica, seguite ai discorsi pronunciati alla Camera dai ministri Ignazio La Russa e Franco Frattini, il leader dell'Idv ha dato sfogo a violente


La Lega convince il Pd Via libera al federalismo - La Lega esulta. «Oggi è una bella giornata per il federalismo» è stato il primo commento del presidente dei senatori leghisti Federico Bricolo analizzando l'esito positivo del voto della bicamerale sul fisco regionale. E poi ha aggiunto: «Ecco fatto un


Intercettazione su Fassino Paolo Berlusconi indagato a Milano - I pm accusano l’editore del «Giornale»: ricettazione - L’inchiesta - La pubblicazione del colloquio tra IL leader Ds e Consorte - (Corriere della sera) - L’editore del quotidiano Il Giornale e fratello del presidente del Consiglio, Paolo Berlusconi, è indagato dalla Procura di Milano per ricettazione dell’intercettazione segreta del luglio 2005 tra il presidente di Unipol Giovanni Consorte e l’allora leader Piero Fassino del partito (Ds) contrapposto a quello di Silvio Berlusconi: intercettazione pubblicata da Il Giornale il 31 dicembre 2005 allorché non soltanto non era ancora depositata agli atti, né trascritta o riassunta, ma esisteva solo come file audio nei computer esclusivamente dei pm, degli ufficiali della Guardia di Finanza, e dell’azienda privata Research control system (Rcs) che per conto della Procura svolgeva le intercettazioni. A essere indagato per ricettazione è Paolo e non Silvio Berlusconi, benché entrambi abbiano partecipato la vigilia di Natale del 2005 ad Arcore all’incontro durante il quale il titolare dell’azienda (Roberto Raffaelli), insieme a un amico sia di Raffaelli sia di Paolo Berlusconi, e cioè Fabrizio Favata, secondo il racconto di quest’ultimo avrebbero recato in dono ai Berlusconi l’audio delle telefonate, facendolo ascoltare sia a Silvio sia a Paolo, e poi in seguito consegnandolo a Paolo.

«PROVE CONVINCENTI» Quando martedì ha arrestato Favata per la successiva estorsione da 300 mila euro ai danni di Raffaelli, il gip Giordano ha ritenuto «acquisite prove convincenti del fatto che sia effettivamente avvenuto l’incontro della vigilia di Natale» (ammesso da Raffaelli solo per gli auguri), ma che «non è rilevante accertare se la circostanza » della consegna del file ai Berlusconi «sia vera o no» (Raffaelli nega lo sia): «Qui basta evidenziare come appaia verosimile agli occhi di Raffaelli, così da giustificarne gli ingenti pagamenti a Favata» (il quale nega d’aver ricevuto soldi, non creduto dal gip che ieri ne ha respinto la scarcerazione). Adesso Paolo Berlusconi è indagato per ricettazione e Silvio no: perché? La ricettazione è il reato commesso da chi, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto, acquista, riceve od occulta qualcosa che proviene da un furto o altro delitto. Il presupposto, dunque, è la consapevolezza della provenienza illecita di ciò che si riceve. Sinora la Procura sembra non volersi ancora avventurare sull’attribuzione di questa consapevolezza in capo a Silvio Berlusconi, almeno non soltanto sulla base della dinamica dell’incontro ad Arcore per come l’hanno raccontata sia Favata sia de relato il suo amico e partner di fatture false con Raffaelli, Eugenio Petessi: «Mi dissero che erano stati ricevuti da Silvio Berlusconi, molto stanco, seduto sul divano» vicino «un pino bianco secco», e «stava con il capo reclinato all’indietro e gli occhi socchiusi, aveva poco tempo, di lì a poco avrebbe dovuto assistere alla messa di don Verzè.

 MATERIALE PERICOLOSO Al Presidente riferirono della conversazione intercettata o forse gliela fecero sentire, e lui disse che poteva essere interessante ». La differenza di trattamento giuridico di Paolo Berlusconi, dunque, starebbe piuttosto nel fatto che Favata afferma d’avergli portato l’intercettazione già uno o due mesi prima dell’incontro di Arcore a Natale. A suo dire, gliel’avrebbe portata direttamente nella sede milanese de Il Giornale, dove Paolo Berlusconi l’avrebbe ascoltata su pen-drive in una stanza riservata; al termine, l’editore avrebbe raccomandato a Favata di portarsela via, proprio perché era un materiale pericoloso. Da questo racconto — sommato al fatto che dopo l’incontro natalizio Favata aggiunge di «aver consegnato» l’audio «a Paolo Berlusconi il quale gli aveva detto che per quel regalo gli sarebbe stato riconoscente », e alla circostanza che le intercettazioni segrete vennero pubblicate dopo pochi giorni dal quotidiano edito da Paolo Berlusconi a fine dicembre 2005 e inizio gennaio 2006 — gli inquirenti sembrano desumere nel fratello del premier la consapevolezza della provenienza illecita delle telefonate. Sinora Paolo Berlusconi era indagato per millantato credito in un altro filone dell’inchiesta: nell’ipotesi cioè che dal giugno 2005 al luglio 2006 abbia ricevuto 560.000 euro da Favata, ma per conto di Raffaelli, «col pretesto di dover comprare il favore di pubblici ufficiali» (come il non indagato capo dell’Ufficio del presidente del Consiglio, onorevole Valentino Valentini) «che avrebbero dovuto consentire un finanziamento dell’Italia alla Romania per l’attuazione » di un appalto di intercettazioni «la cui esecuzione sarebbe stata affidata anche all’azienda di Raffaelli».


 

 

 

 

 

 

 

 

 


 


 

Arcore, ecco le foto delle notti hard di Silvio - Interni di villa San Martino, Arcore, la residenza del presidente Berlusconi. La mattina del 24 ottobre 2010 alle 4 e 44 del mattino, il 12 luglio all'1 e 48, il 23 agosto, solo alcune delle tante serate bunga-bunga secondo le indagini della procura di


Fisco:Gdf,nel 2009 scoperti 33mld evasi - D'Arrigo: risultati superiori a qualsiasi standard storico - Risultati 'superiori a qualsiasi standard storico' contro l'evasione fiscale nel 2009 grazie all'azione della Guardia di Finanza. Nel corso dell'anno sono stati individuati redditi sfuggiti a tassazione per 33,6 miliardi e Iva dovuta e non versata per 6 miliardi. L'azione dei finanzieri ha permesso di individuare 7.513 evasori totali che avevano omesso di dichiarare basi imponibili per 13,7 miliardi.


Giuseppe Ciarrapico Indagato il senatore Ciarrapico «Truffa sui contributi per l'editoria» - Insieme al senatore sono indagate altre 5 persone fra le quali il figlio. Sequestrati dalla Finanza beni per 20 milioni di euro - Ill senatore del Pdl Giuseppe Ciarrapico, il figlio Tullio ed altre cinque persone, per lo più prestanomi, sono indagati dalla procura di Roma per truffa in relazione a contribuiti all'editoria percepiti illecitamente dalle società editoriali che fanno capo al parlamentare. Contemporaneamente la guardia di finanza ha sequestrato beni per circa 20 milioni di euro tra immobili, quote societarie ed una imbarcazione di lusso.
I fatti contestati dal pm Simona Marazza fanno riferimento - è detto in un comunicato diffuso dalla procura - al periodo che va dal 2002 al 2007 e «per analoghi tentativi susseguitisi fino all'anno in corso, in danno dello Stato- presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento per l'Informazione e l'Editoria, da parte delle società editrici Nuova Editoriale Oggi Srl ed Editoriale Ciociaria Oggi Srl». La Guardia di finanza di Roma, Nucleo speciale polizia valutaria, «ha eseguito oggi a Roma, Milano e altrove, decreto di sequestro preventivo fino alla concorrenza di importo equivalente al danno, su immobili, quote societarie, conti correnti e imbarcazione di lusso.
Il sequestro ha riguardato beni riconducibili, attraverso intestazioni ritenute fittizie, al soggetto rilevato come effettivo proprietario delle società editrici». Gli indagati rispondono del reato di truffa per gli anni che vanno dal 2002 al 2007 e di tentata truffa per il periodo 2008-2010. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti le società editoriali effettuavano richieste di finanziamenti in modo non conforme alla legge sull'editoria del 1990. Il sequestro non comprometterà la funzione operativa delle società interessate dal provvedimento dell'autorità giudiziaria. L'indagine è partita da una iniziativa delle fiamme gialle finalizzata alla verifica sui contributi per l'editoria


BERLUSCONI: PER DIVORZIARE BASTA ESSERE IN UNO - "Per divorziare basta essere in uno". Cosi' il premier Silvio Berlusconi, durante la conferenza stampa con Vladimir Putin a Villa Gernetto, replica a un giornalista che chiedeva il segreto di un 'matrimonio felice' in politica. "Non ho avuto risultati particolarmente felici per i matrimoni - ha detto Berlusconi - quindi, mi astengo dal dare consigli. Pero', come ho detto nei giorni scorsi, per litigare bisogna essere in due, ma per divorziare basta essere in uno". Il riferimento del premier e' ovviamente alle tensioni con Fini.


Fini: "La Padania è una sciocchezza - La Lega con la parola federalismo ha messo tutto insieme. La più grande sciocchezza è proprio la Padania". Parola di Gianfranco Fini secondo cui "non si può sostituire all'identità nazionale un'identità non statuale e culturale


Berlusconi ai senatori: deluso da Fini - Cena a palazzo Grazioli, 'misureremo la lealta' in Parlamento' - Deluso umanamente dall'atteggiamento di Fini. E' quanto avrebbe detto Berlusconi ai senatori pdl alla cena di ieri sera a palazzo Grazioli. Quanto alle divisioni interne al partito, il premier avrebbe sottolineato come la lealta' al governo si misurera' all'interno delle Aule parlamentari al momento delle votazioni. Berlusconi avrebbe poi confermato la volonta' di varare le riforme su fisco e giustizia nei prossimi tre anni e di ridurre le tasse, ma facendo attenzione ai conti pubblici


Foto del Senatore Giulio ANDREOTTICassazione conferma condanna Andreotti - Diffamo' giudice Almerighi accusandolo di falsita' - La Cassazione ha confermato la condanna per diffamazione ad Andreotti per aver definito 'falso teste' il giudice Mario Almerighi.Affermazioni contenute in interviste relative alla testimonianza resa dal magistrato nel processo di Palermo nel quale l'ex presidente del Consiglio era accusato di collusioni con la mafia. Almerighi aveva sostenuto di aver saputo che Andreotti aveva rapporti privilegiati con il giudice Carnevale tali da influenzare le decisioni della Suprema Corte


CALDEROLI: forse non SAREMO A festa per l'unita'- "Non ho la minima idea" se ci sara' un ministro leghista a Genova, il 5 maggio, a dare avvio insieme a Giorgio Napolitano alle celebrazioni per i 150 anni dell'unita' d'Italia. Lo ha detto il ministro Roberto Calderoli, intervenendo oggi a "In mezz'ora".
  "La migliore risposta all'anniversario", ha spiegato, "sara' la realizzazione, attraverso il federalismo, dell'unita' d'Italia. Questa non e' un totem, non e' fine a se stessa".
  Inoltre "la celebrazione in se' ha poco senso. L'anniversario deve essere il momento per approntare le soluzioni, non solo per alzare la bandiera".
  "Io non so se ci saro'", ha concluso, "io saro' a lavorare per realizzare il federalismo"


Bocchino:premier ha chiesto la mia testa - 'Berlusconi non voleva che partecipassi a Ballaro'' - 'Con una direttiva durante Ballaro' Berlusconi ha chiesto la mia testa': cosi' Bocchino, che si e' dimesso da vicepresidente del gruppo Pdl.'Berlusconi -ha aggiunto- commette il grave errore di colpire il dissenso, ma questo non ci porta lontano'. L'esponente finiano ha confermato le dimissioni 'per far comprendere che il problema e' politico e non di posti. Non esiste un solo partito democratico dove possa accadere cio' che e' accaduto oggi', ma 'non c'e' nessuna idea di scissioni nel Pdl'.